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La Mia Africa

La mia Africa (Algeria e Tunisia)

Negli ultimi anni, mio marito ed io, abbiamo deciso che per le vacanze invernali, niente è meglio dell’Africa, quindi, dopo la Libia ed il Marocco, quest’anno sarà la volta del Sud dell’Algeria e, dulcis in fundo, la Tunisia.
Altri cinque camper ci precedono, loro sono partiti il 18 dicembre, noi tre invece abbiamo preferito partire dopo perché si sa, Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi…

27/12/04 ore 8:30, finalmente si parte… alla stazione di servizio “Le Pioppe” recuperiamo Gigi e Robby e poi alla stazione di Servizio di Sant’Ilario, 12 km. circa da Genova, recupereremo Roberto & Gianna che arrivano da Firenze.
La giornata è un po’ grigia e ci sono otto gradi. Percorriamo il passo della Cisa, ma dopo una delle tante gallerie……luce, sole ed una splendida giornata!
Alle 13 arriviamo, Roberto è già lì, si pranza, un caffè e poi alle 14 ci dirigiamo verso il porto.
Sbrigate le formalità, alle 18:15 si parte! Traversata tranquilla, magnifica cabina esterna, ben due volte al ristorante e finalmente alle 17:30 del 28/12 attracchiamo a Tunisi.
Ovviamente avremo tutte le procedure doganali prima di sistemarci per la notte, infatti, solo verso le 21 riusciamo a parcheggiare fuori dalla dogana con altre centinaia di camper… troppi, sicuramente troppi!
Km. 311

29/12/04
Ieri sera avevamo deciso per la partenza alle 7… ed, in effetti, puntualissimi si parte. Piove, ma non è particolarmente freddo. Bravo Gigi…usciamo bene da Tunisi, prendiamo l’autostrada per Sousse e poi, dopo circa due ore smette di piovere e pare compaia anche un po’ d’azzurro.
Cambio dinaro tunisino 0,62€
Gasolio: 0,30 € il litro

Autostrada 1,9+1,50 dinari - Sosta per il pieno (25 dinari) – direz. Kairouan-Gafsa e proprio poco dopo la città sosta per pranzo veloce, poi ancora direz. Tozeur. Il paesaggio si fa desertico…direz. Nefta che è l’ultimo paese grosso prima della frontiera algerina che si trova a  Hazoua. Siamo in perfetto orario, speriamo di passare veloci la frontiera tunisina perché sappiamo che a quell’algerina ci sarà da aspettare ore.
Dogana tunisina Km. 519…fatto in un lampo e poco più di due km…entriamo in un incubo!
Dogana algerina: costruzioni fatiscenti, una fila di persone incredibile, diversi fuoristrada stranieri e, sporco, polvere e su tutto ciò aleggia un misto di rassegnazione da parte delle decine d’arabi in attesa di passare.
Abbiamo appuntamento con la ns. guida alle 16 (sono circa le 15:30), inganniamo l’attesa scattando fotografie e bevendo caffè e finalmente dopo un’ora e mezza. spunta Omar il quale prende in mano la situazione e cerca di espletare tutte le formalità… cerca, ma tra timbri, fogli da compilare, assicurazione ecc. ecc. solo alle 22 (sic!) riusciamo a passare e poco dopo, davanti alla Gendarmeria… un piatto di pasta e a nanna!
Km. 6 - Da casa: 836
Cambio dinaro algerino:0,10 €
Gasolio: 0,75 €

30/12/04
Ore 7 siamo pronti , ma la ns. guida dov’è con i ns. passaporti? Nell’attesa rimontiamo il CB che, anche se vietato, non subirà più nessun controllo…finalmente quasi alle 8, ecco che arriva… vedremo poi che la puntualità non è certo il suo forte, però è giovane e simpatico!
E subito il deserto ci avvolge (la strada è un interminabile striscia d’asfalto in mezzo alle dune)….alle ns. spalle il sole sta sorgendo in tutto il suo splendore e……strano ma vero, in mezzo a tutta questa luce: l’arcobaleno!
Al primo paese (non ricordo il nome) ci fermiamo per il pieno al camper e riempiamo anche una tanica di riserva, il tutto per ben 850 dinari! (50+22 della tanica) = 8,50€!
El-Oued-Touggurt…una improvvisa tempesta di sabbia oscura tutto e ci avvolge come un mantello….un’esperienza terribile e affascinante…..sentiamo, più che vedere, il vento che soffia impazzito e la poca luce ci fa intravedere a malapena la strada che, per fortuna è asfaltata e senza buche.
Finalmente la bufera si calma e arriviamo all’incrocio dove abbiamo appuntamento con gli altri cinque camper. Non ci sono……che fine hanno fatto? Telefoniamo e Giovanni dice che sono circa 60 km. più avanti e ci aspettano per dare inizio alla festa di ricongiungimento.
Decidiamo di pranzare, facciamo il pieno ( che pacchia = € 3,40!) poi in un baleno siamo all’appuntamento. Baci, abbracci (sono tutti amici di vecchia data) e ci spostiamo per cercare un gommista (Giovanni ha forato). Trovato il gommista, comprato il pane ( 2 baguette lunghe un braccio = 1 dinaro = 0,10 €)
Finalmente la giornata è ritornata limpida, anche se non caldissima, e dopo una lunga traversata notturna ci fermiamo nel deserto per la notte poco distante da una stazione di polizia.
Ohhh, il cielo africano! Quanto mi è mancato! Le stelle brillano come zaffiri e la luna è lì,  immensa e a portata di mano.
Si ricomincia il rito… panettoni, nutella e beveraggi vari… sono stanca, troppe emozioni….vado a nanna!
Km. 434 - Da casa: 1.270

31/12/04
Come solito, alle 7 si parte… ancora deserto… deserto e ancora deserto… il Sahara ha un’infinità di sfumature e quando poco dopo un’alba infuocata esplode in tutta la sua bellezza…mi dico che “non lo farò… ma potrei anche morire di gioia!”
El-Ben Gebbou, sosta per posto di blocco e rifornimento (540 dinari). Direzione Is Amenas e alle 12,30 sosta per un panino veloce, poi nuovamente in strada. I chilometri sono ancora tanti e vorremmo arrivare in una specie di campeggio per festeggiare insieme l’ultimo dell’anno. In Amenas ancora un altro pieno (dinari 520)…avanti per una strada diritta che divide il deserto con dune altissime color ocra….un tramonto fantastico e poi a circa 120 km. dalla ns. meta, ennesimo posto di blocco. E’ già buio e non vogliono farci proseguire (dicono per la ns. sicurezza). Morale dopo oltre un’ora di trattative e discussioni varie dicono che ci daranno una loro scorta fino ad Illizi… però ci ritirano i passaporti e ci fanno spostare all’interno di un loro grande piazzale… Ci rendiamo conto che non ci sarà nessuna scorta e che dovremo passare la notte con loro. Peccato per tutti i progetti eno-gastronomici che avevamo ventilato al CB…ci rassegniamo, vorrà dire che festeggeremo l’ultimo giorno del 2004 nel 2005!  Ospitiamo Gigi e Robby nel ns. camper per una normale pastasciutta e una gigantesca tarina di cipolla,tonno e fagioli, poi verso le 22:00 ci ritroviamo tutti in una specie di capanna-container che la polizia ci ha messo a disposizione e tra, panettoni, barzellette e con anche il botto finale, festeggiamo (in modo insolito) la fine dell’anno.
Siamo a Larache….non lo scorderò!
Km. 695 - Da casa: 2.075

01/01/05
Ore 7:30 riprendiamo la ns. strada… Giovanni è intenzionato a litigare ad Illizi con il capo della polizia… consigliato di soprassedere… in fondo è stata un’esperienza anche questa!
Sostiamo ad Illizi per fare spesa al mercato… il pieno (400 dinari)… incontriamo altri camper (i primi e gli unici di tutto il viaggio). Ci consigliano di fare acqua nel campeggio della cittadina perché in quello di Djanet (dove andremo) l’acqua è più torbida.
Quindi: espletate tutte le incombenze, si riparte: la strada sale oltre i 1000 metri. Siamo circondati da un deserto pietrificato color rosso ruggine…km. e km. senza vedere null’altro che pietre… neppure un cespuglio e a parte, rare piante grasse che, dicono essere velenose, ancora null’altro che pietre. Sosta pranzo sul passo a 1300 mt. con uno spettacolare strapiombo…ora le rocce sono tutte levigate ….c’è una pendenza del 14%, curve e fondo stradale anche dissestato, ma un altro tramonto da favola ci induce al buon umore…finalmente arriviamo in campeggio a Djanet!
Km. 532 - Da casa 2.607

02/01/05
Ci alziamo quasi alle 9… giretto in paese… qualche spesuccia… fatto pulizia al camper, doccia e poi alle 13 pranzo tutti insieme all’aperto. Come il solito, tutto e di più…zampone,lenticchie, tagliatelle al tartufo, risotto con i funghi….basta. scoppio!!!
Verso le 16 ci spostiamo per fare il pieno ed andare in un altro campeggio non lontano dove abbiamo appuntamento domani mattina con i fuoristrada che ci porteranno qualche giorno nel deserto fino a Tamanrasset.
Fatto pieno (520 dinari)…questo Camping è molto più carino dell’altro, ci sistemiamo benissimo, poi in serata una spiacevole novità: non potremo andare a Tamanrasset perché è prevista una visita ufficiale di Chirac con un altro personaggio ecc.ecc., quindi, sempre per la ns. sicurezza, hanno chiuso l’accesso ai turisti.
Uffa! Così salterà anche il volo di ritorno… (infatti saremmo dovuti rientrare in aereo)
Riunione: si concorda con le guide che i tuareg, con i fuori strada, ci faranno fare un giro alternativo rimanendo fuori 4 giorni anziché 5, poi rientreremo ed il giorno successivo altro giro sempre con i fuori strada. Approvato da tutti (del resto cosa si può fare in alternativa?).
In questo campeggio ci sono anche diverse capanne adibite a bungalow ed un capanno grande con tavole basse e panche: i tuareg decidono di cuocere una pecora allo spiedo, di preparare il cus-cus e c’invitano a mangiare insieme. Accettiamo, portando anche qualche cosa…mi dicono che la pecora sicuramente era un po’ vecchiotta perché è dura…( a me non piace, quindi non ne ho mangiata)… il cus-cus è discreto anche se è una versione fatta con l’uvetta ed il miele….il the è amarognolo proprio come piace a me… il fuoco acceso dà allegria… la compagnia c’è… domani è un altro giorno!
Km. 537 - Da casa: 2.612

03-04-05/01/05
Ore 9, equipaggiati alla grande siamo pronti… ma solo verso le 10 si parte, i ns. autisti dopo aver caricato i bagagli, la legna e la cucina da campo si lanciano a tutta birra…… immediatamente entriamo nell’erg (deserto in arabo)…… Questa prima parte mi ricorda molto l’Acacus (deserto libico)… dune basse e montagne altissime, con massi dalle forme più strane… peccato che sia abbastanza freddo, anche se c’è il sole……vediamo alcune incisioni rupestri molto belle… il pranzo però è un po’ una delusione… sabbia, sabbia e ancora sabbia che si appoggia su tutto… rimpiango l’escursione fatta in Libia… anche la situazione igienica non è delle migliori, ma se è vero che ciò che non ammazza ingrassa…………diventeremo forse obesi?
Altra faccia del deserto… altri colori…altri silenzi, anche se il vento continua a farla da padrone…..la sera, bivacco sotto le stelle in un luogo abbastanza riparato…cena (con la solita sabbia sopra ogni cosa)…… siamo un po’ frastornati (tutti, nessuno escluso), due chiacchiere, proprio due e poi tutti a nanna.

Beppe ha un grosso raffreddore, io una discreta tosse e comunque si dorme poco e male…accidenti a questo vento. Quando finirà?
Il mattino successivo, colazione con burro e marmellata, the e caffè (?????) c’è pure il latte liofilizzato (puach!) con il… solito vento.

Nuovamente in marcia: un canyon stu-pen-do con una strettissima gola dove scendiamo in fila indiana…che meraviglia!
Altri graffiti, altre dune (ora più alte), altre foto, altre riprese… altro vento! Ammiriamo anche una stranissima tomba circolare sul dorso di una roccia……. Mi sono messa un fazzoletto attorcigliato in testa come le donne beduine…mi sento un po’ ridicola, ma tutti dicono che invece sto benissimo……bugiardi! Ma non ho specchio, quindi….certo che sto benissimo!
Non avrei mai creduto di dover stare con  il giubbotto nel deserto in pieno giorno….peccato, tutto questo mi sta rovinando un po’ la gita!

Corrado questa notte è stato piuttosto male con nausea e diarrea….oggi è un po’ moscio, ma lo spirito intrepido lo conduce sempre avanti a filmare ogni pietra, ogni duna,ogni impronta sulla sabbia.

Beppe è piuttosto intontito, forse ha anche un po’ di febbre , ma sopra tutto è incavolato per il vento. La giornata scorre via a rallentatore e quando gli autisti si fermano per il bivacco, scelgono proprio (almeno secondo noi) il posto meno indicato! Montare la tenda con il vento si rivela un’ardua impresa, ma alla fine, chi la dura la vince…però c’è malumore e la cena con una zuppetta e poi spaghetti con un sugo dal sapore non identificabile ( e con la solita sabbia su tutto) non migliora certo l’atmosfera. I ricordi vanno alla Libia ed al Marocco (molti erano con me nei precedenti viaggi)….Corrado è ancora più acciaccato e chiede a Giovanni se c’è la possibilità di rientrare con una macchina….al suo sì, decidiamo di aggregarci: sono stufa di freddo, di vento e di notti scomode!
Il mattino successivo riconferma il mio pensiero: decisamente non abbiamo più l’età per la tenda…viaggi sì, ANCHE impegnativi, ma la tenda mai più, specialmente se uno non sta bene bene fisicamente.
Alle 8,15 salutati tutti gli amici rientriamo al Camping dopo quattro ore di strada con alcuni tratti di bufera di sabbia (tanto per cambiare)
Ora, dopo aver mangiato da cristiani, io sono qui a scrivere e Beppe a ronfare…poi, più tardi doccia e forse un po’ di bucato.
Doccia…sì,sì,sì…il bucato…domani.

06/01/05
Dormito benissimo, anche se la tosse mi ha dato un po’ noia. Beppe, dopo un’aspirina è rinato e alle 9 quando è arrivato il ns. autista, Corrado e Zelia sono andati in paese, noi invece puliamo il camper da cima a fondo, ho fatto il bucato e….finalmente non c’è vento e leggo al sole!
Mangiamo insieme fuori e festeggiamo il compleanno di Beppe, poi, ancora sole e i maschietti si fanno una lunga camminata in paese (4/5 km) per cercare un pezzo per il camper di Corrado.
Chiacchiere serali e poi, a nanna.

07/01/05
Alle 8 siamo pronti in attesa del ns. autista, il quale ci porterà in giro. Dove? Bhò, lo scopriremo! Poco fuori Djanet c’è un deserto sabbioso e roccioso con alcune oasi piene di palme. Fotografiamo decine di cammelli, anche bianchi e rocce dalle forme più strane, alcune sembrano dei veri nuraghe, vediamo anche un piccolo cimitero (nulla a che vedere con i nostri..) Insomma un bellissimo giro di 4 ore che si conclude in città a fare la spesa.
Rientrati al Camping laviamo la verdura, cuociamo il pranzo e poi, al sole, in relax in attesa dell’arrivo della rimanente compagnia!

Mi immagino in che stato saranno….E come volevasi dimostrare….arrivano con barbe lunghe, capelli che sembrano stoppa, impolverati come beduini….Che cosa importa? Ci dicono che da quando siamo andati via noi, il vento si è un po’ calmato, la temperatura è salita e, a parte la notte che è stato molto freddo, si sono divertiti! Sono contenta per loro e preparo il caffè per tutti!

La sera, lavati e ripuliti ci ritroviamo tutti nella capanna con ogni ben di Dio a disposizione… Mohamed (l’altra ns. guida) è un artista…suona diversi strumenti e lo fa in modo egregio, davanti al fuoco, accompagnato da canti e battimani.

08/01/05
Come stabilito in precedenza, alle 8:30 siamo tutti pronti per un’altra gita in fuoristrada nel deserto. E’ stato bellissimo….abbiamo camminato anche in mezzo ad una palmerie fino ad arrivare ad un mini laghetto fra le rocce… un colore incredibile… meraviglioso!
Poi siamo andati a vedere degli altri graffiti stupendi (la mucca che piange è mirabile!) Poi, una corsa pazzesca (con i fuori strada) fra le dune altissime e rocce ad arco dalle forme incredibili!


Una magnifica giornata (c’è poco vento) e la sera ci ritroviamo tutti ancora nel capanno per la cena, ma andiamo a letto abbastanza presto perché domani si parte alle 6,30!

09/01/05
Tutti pronti…direz. Infiri-Illizi.Sono più di 400 km. di strada in parte con asfalto buono ed in parte con grosse buche e dissesti.
Dopo il posto di blocco di Bord El Haones, altra sosta per escursione in jeep per vedere altre incisioni rupestri ed un fortino abbandonato. E’ caldo e si sta bene.

Nuovo cambio gomma per Giovanni (e 2!!) poi, finalmente si riparte. Saliamo ad oltre 1300 mt. costeggiando una pietraia rossiccia intervallata qua e là da radi arbusti….(in effetti dopo un po’ viene a noia questo paesaggio!) Finalmente arriviamo ad Illiz, fatto il pieno (600 dinari) e poi in Campeggio a fare acqua e dormire. (i bagni sono indegni…per la doccia ognuno provvede nel suo camper). Dopo cena, l’immancabile rito dei panettoni ed Omar mi regala la bandierina dell’Algeria per il mio camper! (le ho infatti, di tutti i Paesi che ho visitato).
Km. 415 - Da casa: 3022

10/01/05 Ore 7:00 si parte per arrivare ad Is Amenas con una strada praticamente tutta diritta con ai lati meravigliose dune gigantesche che si tingono di tanti colori a mano mano che il sole si alza alto nel cielo. Al paese, sosta per l’ennesimo rifornimento (370 dinari) e poi ancora deserto fino a Bel Guebbour dove c’è una postazione militare e un distributore di benzina. Dopo aver fatto il pieno (480 dinari)….miracolo! C’è anche una specie di bar(???) dove vendono anche il pane… non serve altro. Dormiremo qui.
Km. 618 - Da casa: 3.640

11/01/05 Ore 7:00, il sole accenna a sorgere che noi siamo già in strada con destinazione Gardaja dove, finalmente staremo fermi per un paio di giorni. Auguri Roberto (oggi è il suo compleanno) a stasera i giusti festeggiamenti!
A Hassi Messane sosta per un panino veloce… siamo impazienti di arrivare.
Gardaja, niente campeggio, ma un parcheggio tranquillo e comodo con acqua e luce e dove improvvisiamo una specie di festa per festeggiare Roberto.
Km. 631 - Da casa: 4271

12/01/05
Tutto il giorno in giro con le guide ufficiali del posto… Palmerie, oasi e città sante dove non è permesso né fumare, né bere alcolici, né fotografare le persone!
Ghardaia, ha una lunga storia alle spalle, oltre ad una affascinante leggenda. Il nome significa la grotta di Daya e Daya era una giovane donna, rimasta orfana e senza fratelli. Andò a vivere in una grotta, vicino alla quale c’era una sorgente… un giorno un cavaliere arrivò(si chiamava Sidi Bou Gemma), si innamorarono e lui in suo onore fondò la città.
In verità la storia è molto più lunga e complessa, ma da quella fondazione iniziale furono costruite altre 4 città (all’interno della città) e queste furono chiamate Città Sante perché ognuna di loro racchiude una Moschea ed è gestita dagli Ibaditi. E’ un intrico di vie strette, spesso in salita, cortili, pozzi, negozietti artigianali, insomma pullulano di vita, con bimbetti che giocano fuori dalle porte delle abitazioni, donne che portano una tunica bianca che lascia scoperto SOLO UN OCCHIO con il quale, incredibile, ma vero, parlano e ti salutano controllando allo stesso tempo che non si faccia nessun cenno di fotografare o filmare!
Rispettivamente queste città sante si chiamano: El Atteuf (l’ansa) perché costruita su un’ansa dell’oued (fiume) – Melika (la regina) che ha un ponte pedonale grazie al quale è possibile passare direttamente a Gardaja. La zona più caratteristica sono i cimiteri: le tombe hanno due pietre una ai piedi ed una alla testa per gli uomini, e tre pietre per le donne (una è appoggiata sul ventre). Sopra alle tombe sono posti dei vasi rotti a significare che la vita a volte ha anche delle disgrazie, come appunto la morte. Nei cimiteri anche diverse tombe di Marabut (uomini santi)
Beni Isguen: (la pia) è la città più religiosa in assoluto, non si può entrare senza una guida e non ci si può trattenere dopo il tramonto.
Infine Bou Noura: (la luminosa) E’ anche la più povera… molti uomini sono costretti ad emigrare per cercare lavoro al punto che a volte è chiamata anche “la città delle donne”.
Nella piazza centrale di Gardaja c’è un mercato multicolore dove si vende di tutto…dai vestiti alle pecore e tutt’intorno una miriade di negozietti che vendono souvenir… Facciamo acquisti e… poi tutti al ristorante!
Km.(sempre quelli)

13/01/05
La mattinata scorre veloce, fra qualche chiacchiera, un po’ di pulizie, il pranzo…nel pomeriggio si riparte e arriviamo a Touggourt. Deliziosa cittadina con terme d’acqua calda ed un enorme palmerie.
Km. 359 - Da casa: 4620

14/01/05
Ore 7:30…un’alba strepitosa ci dà il buongiorno. Percorriamo l’ennesima strada diritta in mezzo al deserto… questo percorso è uno dei più belli di tutta l’Algeria….dune,palme, cespugli, piccole pozze d’acqua sulfurea che fanno sembrare innaturale questo panorama. Arriviamo così ad El Oued (deliziosa!) dove parcheggiamo direttamente in centro e ci tuffiamo nel souk coloratissimo e denso di profumi…ed anche qualche puzza! Ci sono centinaia di persone, fatichiamo a mantenere il contatto… ci ritroveremo poi alle 13 ai camper!
Ci spostiamo di poco, facciamo il pieno (600 dinari), mangiamo e ci dirigiamo verso la frontiera. Se si può, andremo direttamente a Tozeur in Tunisia.
Frontiera algerina: passati poco dopo due ore (miracolo!) Km. 190
Alla frontiera tunisina, altre scartoffie,un'altra ora e finalmente arriviamo a Tozeur in campeggio. Dopo esserci sistemati… si va al ristorante. Mangiamo bene e spendiamo anche poco!
Km. 57+(190)
Da casa: 4.867

15/01/05 - Ore 9,00 Giovanni-Francesca, Santo-Nancy-Valerio-Maurizio e purtroppo anche Gigi (richiamato a casa da una telefonata) ripartiranno per andare direttamente a Tunisi. Domani hanno la nave, mentre gli altri (Beppe-Vittoria-Sergio-Fiorella-Corrado-Zelia-Roberto-Giovanna e Robby,privato della compagnia di Gigi) continueranno il viaggio per ancora qualche giorno.
Quindi, il gruppetto dei sopravvissuti decide: si va al Museo.
Dire che è grandioso è poca cosa….veramente splendido, come del resto è molto bella la cittadina, ben tenuta ed anche pulita (cosa più unica che rara), costruita con mattoni rossi intarsiati è immersa in un lussureggiante palmeto. Sede di un florido artigianato….come si può resistere? Compro,compro, seguita a ruota dalle mie amiche che finalmente trovano qui oggetti veramente belli.
Al rientro, pranziamo all’aperto con un bel sole e aspettiamo alle 14,30 l’arrivo delle carrozzelle che ci porteranno allo zoo del Sahara all’interno di una magnifica palmerie.
Milioni di palme colme di datteri… ci fermiamo a fotografare i raccoglitori di frutti che, formando una piramide umana sui tronchi, con il passa mano depositano i rami dei datteri a terra. Ce ne regalano dei rametti e quando andiamo via, ci salutano con gridolini e risate. Proseguiamo ed entriamo allo Zoo. Di per sé è abbastanza limitato anche se ci sono rinchiusi diversi tipi d’animali, ma l’attrazione maggiore è il ns. accompagnatore-guida il quale parla un italiano romanesco e che ci fa sbudellare dalle risate con trovate esilaranti. Arrivati davanti alla gabbia dei dromedari, prende una bottiglia da un litro di Coca Cola ed invita Musthafà (il dromedario) a bere direttamente in autonomia… scena molto divertente… ma altri giochi con serpenti e scorpioni… insomma, un’ora e mezza di puro divertimento che si conclude con la visita di un notevole giardino botanico.
Riprese le ns. carrozzelle, visitiamo la città vecchia e poi un giro panoramico che si conclude con l’acquisto d’un….ottimo vino!
Al rientro, doccia e relax fino il mattino successivo.
Km. (sempre quelli)

16/01/05
Controllato insieme l’itinerario d’oggi, pagato il Campeggio (26 dinari x 2 notti con attacco luce), ripartiamo con in testa Sergio e Fiorella per direzione Gafsa.
A Metlauri facciamo una deviazione per vedere le gole di Seldja. Una scarpinata, ma uno spettacolo mozzafiato!
A Gasfa, in un bel parcheggio, sosta pranzo… la città non offre molto, quindi ci dirigiamo verso Gabes. Facciamo il pieno (13 dinari)…La città ci appare brutta e sporca, ma cerchiamo in ogni caso un campeggio (facendoci guidare da un taxi). Trovato, ci sistemiamo così così perché stanno ristrutturando il tutto. Ci sono parcheggiati anche 3 camper tedeschi (gli unici che abbiamo visto). Facciamo comunque un giretto a piedi ed andiamo a curiosare nel mercato… mamma, quanto sporco! La frutta e la verdura sarebbero anche invitanti, ma nessuno di noi si azzarda a comprare nulla!
Rientriamo, paghiamo 11 dinari ed andiamo a dormire
Km. 256 -Da casa: 5123

17/01/05
Per prima cosa oggi andiamo in banca perché c’è chi è un po’ a secco di contante, poi, fatto il punto della situazione, decidiamo che andremo verso Medenine… verso il mare e poi andremo a visitare alcuni ksar (antichi granai). Sempre con Sergio e Fiorella in testa, si va sul mare per un caffè..la giornata è bella ed anche se c’è sempre un po’ di vento si sta bene…Tataouine (città abbastanza moderna e pulita – per i canoni tunisini) e poi si sale fino al ksar Oued Sultane dove pranziamo e poi andiamo a visitare questo enorme granaio (molto bello)
Gli ksar sono posti all’interno d’antichi villaggi berberi i quali sorgono lungo l’interminabili montagne tabulari che si stagliano sui bordi dell’altopiano sahariano. A prima vista, questi villaggi, possono sembrare deserti, con la cittadella diroccata la cui massa grigiastra si staglia contro un cielo di fuoco, ma moltissimi sono ancora abitati. Alla sommità delle cittadelle sorgono i ksar (ora non più in uso). Sono costruzioni a più piani, con scale esterne e stanzette che contenevano giare d’olio, sacchi di grano ed altri cereali. Si presentano al visitatore come piccole fortezze recintate e colpiscono per la simmetria e la disposizione… hanno tutti un cortile interno dove, quasi sempre, c’è un pozzo centrale.
Ancora in strada e visitiamo anche il ksar di Debbad ed ancora quello di Douirette. Stiamo percorrendo strade di montagna, ben asfaltate, con un panorama bellissimo di rocce rossastre, palme e olivi e così verso sera arriviamo a Chennini. Il sole che sta tramontando investe tutto di un colore unico che a parole non è descrivibile. Troviamo un discreto parcheggio nel piazzale di un ristorante (oggi chiuso) e ci fermiamo per la notte.
Km. 258 - Da casa: 5.381

18/01/05 - Ore 8:30 iniziamo la visita di questo villaggio con “un ragazzo-guida” il quale ci spiega che, ora che gli abitanti non devono più rintanarsi in cima al Djebel per sfuggire all’aggressione degli arabi nomadi della pianura, le ghorgfa (gallerie sovrapposte) dello ksar sono usate solo di rado, ma restano come simbolo del valoroso coraggio degli antenati in quel passato pieno d’insidie, quando quasi 9 secoli fa gli abitanti si rifugiavano e combattevano per il loro territorio. L’effetto è imponente, grandioso, meravigliosamente pittoresco.
Nella tarda mattinata ci spostiamo con l’intenzione di visitare anche i villaggi con le case trogloditiche nella zona di Mattata.
A Beni Barka, troviamo le grandiose rovine di uno ksar del XIV secolo e una kaala (fortezza che letteralmente vuol dire-nido d’aquila) molto molto bello!
A Ghomrassen c’è lo ksar Haddada, le cui ghorfa, trasformate in camere, possono costituire un insolito alloggio per i turisti. Facciamo il pieno (19 dinari) e poi, fuori del paese sosta pranzo.
Successivamente sempre in direz. Medenine arriviamo a Matmata dove si possono vedere decine e decine di case trogloditiche. Parcheggiamo nella piazzetta e contrattiamo con una guida che parla anche un po’ d’italiano.
Le dimore sotterranee, tutte a due livelli, si rivelano esternamente solo per un’apertura a fior di terra; una galleria consente di accedere ad una specie di pozzo, attorno al quale sono scavate le stanze abitative ed i depositi di grano. Lungo questi cunicoli sono scavati anche i capanni per gli arnesi e per gli animali. Stupefacente, nella stanza principale ad uso abitativo, l’arredamento che è tutto decorato con ramoscelli ricoperti di gesso che, intrecciati fra loro, formano meravigliosi disegni geometrici. L’ingresso dei cunicoli è dipinto a calce nei colori bianco e azzurro.
La visita è molto bella e interessante, ma si è alzato un vento gelido e siamo un po’ tutti “allucinati”. Al rientro del parcheggio (è già buio) la polis dice che, per la ns. sicurezza, (ANCORA!!!) è meglio che ci spostiamo nel piazzale dell’hotel Koussala. Ok, arrivati, ci rilasciano regolare ricevuta, ma capperi! 50 dinari per 5 mezzi! Molto di più che per un campeggio, con attacco luce!
Dopo cena, tutti nel camper di Robby per il panettone e per fare il punto della situazione…A Douz il giovedì c'è un grosso mercato di bestiame, ma in effetti, non interessa a nessuno…mentre lo chott (lago salato) interessa a tutti, l’escursione in fuori strada per l’oasi di Ghilane piacerebbe, ma alcuni propendono per cercare di godere qualche giorno di mare… ok, facciamo il programma e poi ci aggiorneremo fra un paio di giorni.
Il vento è talmente forte che i camper “dondolano”!
Km. 171 - Da casa: 5.552

19/01/05
Oggi è una giornata un po’ nuvolosa…strada diritta in mezzo al deserto fino a Douz dove facciamo il pieno (12 dinari) ed un po’ di spesa. Ora direz. Kebili verso lo chott El Jerid….strada desertica con tante palme, fino ad uno spettacolo che ha dell’incredibile!
Ad entrambi i lati della strada si stende un deserto di sale a perdita d’occhio, con qualche montagnetta fatta di sale che, qualcuno ha decorato in modo tale da formare dromedari, igloo, carretti… qua e là rigagnoli d’acqua di un colore verde azzurro che sembrano scaturire dalla fantasia di un pittore naif. Come dicevo il cielo è un po’ nuvoloso, ma ogni tanto sprazzi di luce colorano tutto di rosa e di un azzurro quasi accecante!
Valeva la pena… ma ora, dopo aver mangiato ci dirigiamo ad Elfej, dove, dopo un aperitivo ci rifugiamo nei ns. camper perché si è di nuovo alzato un vento di portata superiore al previsto. La sabbia fischia contro le pareti del camper, i pochi cespugli secchi vagano su tutti e su tutto, qualche sacchetto di plastica sembra voler imitare il volo d’uccelli… Che notte, nessuno riesce a prendere sonno… il camper dondola e scricchiola che sembra voler avere una vita tutta sua…
K. 332 - Da casa: 5.884

20/01/05
Oggi c’è un bellissimo sole, ma il vento non accenna a diminuire… ci dirigiamo verso Kairouan ed arrivati, chiediamo informazioni per l’Ostello della Gioventù… carichiamo un omino gentile che ci accompagna e ci accordiamo perché ci faccia da guida nel pomeriggio.
Oggi è festa e lui non lavora, quindi si presta volentieri. Anche questo campeggio è in parte in ristrutturazione, le docce sono inservibili, ma possiamo fare comodamente rifornimento d’acqua.
Oggi è la Festa del Montone (dura 3 giorni) ed i negozi sono quasi tutti chiusi…giriamo per un suk quasi deserto….comunque,deciso, domani ritorneremo in città!
Km. 162 - Da casa: 6.046

21/01/05 - Alle 8:30, facciamo amicizia con due ragazzi…si accodano al ns. gruppetto e cominciamo a fare conversazione. Parlano anche un po’ di italiano, oltre,ovviamente al francese e decidono che staranno con noi per farci da guida. Anche oggi è mezza festa e a parte il pane non abbiamo potuto acquistare nulla di alimentare, ma visitiamo in lungo ed in largo la città. (Noi,Roberto e Corrado, l’avevamo già visitata) ma ripercorriamo volentieri tutte le tappe obbligate. In effetti, è difficile restare indifferenti a Kairouan, così pervasa di fascino e di spiritualità. Visitiamo la Medina con la Grande Moschea ed il suo bellissimo minareto…o meglio, entriamo (a pagamento) nel grande cortile della Moschea e dalle porte aperte, ammiriamo la magnifica sala delle preghiere con le innumerevoli colonne in marmo e porfido ed i magnifici lampadari. Si sa… l’ingresso è vietato agli infedeli.
Poi, costeggiando gli austeri bastioni merlati, arriviamo anche alla Moschea delle Tre Porte (Djama Tleta Bibane), uno dei monumenti più antichi della città…proseguiamo ancora ed ecco la Zouia di Sidi Abid el-Ghariani, con il suo splendido cortile in stile arabo, circondato da gallerie a pilastri bizantini e la tomba di Sidi Abid che ha un soffitto di gesso scolpito e legno dipinto di notevole pregio…ancora più avanti e ci troviamo davanti a Bab-ech-Chouhada (porta dei martiri). Uno dei più bei portali della città. Proseguiamo e raggiungiamo il magnifico Mausoleo di Sidi Sahab (o Moschea del Barbiere) sovrastata da un elegante minareto.
Riguardo al nome del Mausoleo, una leggenda narra che il santo,compagno di Maometto, portava con sé sempre tre peli della barba del Profeta, da qui l’appellativo di “barbiere”
Infine arriviamo anche al Bacino degli Aghlabiti. Si tratta di un grande serbatoio all’aperto a forma poligonale (48 lati) con un diametro di 128 metri; lo affianca un bacino più piccolo, 37 mt. di diametro e 17 lati, con il quale comunica e funge da vasca di decantazione: quello che più impressiona di questi grandi serbatoi, è che sono in funzione da ben 11 secoli.

E dopo questa lunga camminata, ritorniamo ai camper, mangiamo e alle 14 si riparte.
Un episodio curioso e…gratificante: al rientro avevamo dato una piccola mancia ai due ragazzi che ci avevano accompagnato…poco dopo sono ritornati e ci hanno omaggiato di un portafortuna, una confezione di fazzoletti di carta (???!!!) ed un gingillo di carta increspata multicolore… ci hanno ringraziato e ci hanno detto di non dimenticare che “loro sono ns. amici!”
Finalmente è una giornata calda e soleggiata e arriviamo a Monastir dove parcheggiamo direttamente davanti al mare con a fianco il Ribat (Monastero fortificato). Subito lo andiamo a visitare….è molto più bello fuori che dentro…..usciti procediamo lungo il viale e….visione da sogno! Una magnifica piazza racchiude la Moschea Habib Bourghiba. I cancelli sono già chiusi, ma domani apre alle 9 e noi saremo presenti per visitare questo splendore.
Gironzoliamo ancora un po’ all’interno della Medina, ma è venerdì e molti negozi sono chiusi….ci riproveremo domani.
Rientriamo ai camper, stanchi morti…oggi abbiamo percorso a piedi un sacco di chilometri! Però ne è valsa la pena.
Km. 72 - Da casa: 6.118

22/01/05
Che bello svegliarsi con il sciabordio del mare che lambisce quasi le ruote del camper! E’ una splendida giornata ed andiamo subito a visitare il Mausoleo: è infatti niente meno che la tomba dell’ex Presidente…uno sfavillio di marmi di Carrara, lampadari di Murano e chi più ne ha e più ne metta……decisamente: molto bello!
Ora però ci dirigiamo verso Sousse dove ci fermiamo per visitare la Medina. Fare foto ed anche un po’ di spesa.
Scusse è chiamata la “città fertile” ed ha un pittoresco centro storico tuttora protetto da antiche mura. Ha la  Grande Moschea, una delle più antiche del magreb, alcune Bab (porte) molto caratteristiche ed un Museo dei Mosaici. Non lo visiteremo perché siamo intenzionati a visitare il Bardo a Tunisi. Per il resto è una cittadina di mare molto turistica.
Mangiamo sul porto e poi in un soffio arriviamo ad Hammamet dove parcheggiamo tranquillamente in riva al mare, praticamente sotto le mura della Medina.
La città è tutta bianca, abbastanza pulita, con negozi di lusso e molti alberghi e ristoranti….praticamente una Rimini di casa nostra!
L’unico ns. interesse è di visitare il cimitero dove è sepolto Craxi e poi andare al ristorante per tutto pesce! Abbiamo effettuato entrambe le cose: la tomba di Craxi è molto modesta e tutta coperta di garofani rossi….era così che la immaginavo ed è per questo che non sono rimasta delusa. Il ristorante (molto alla buona) ci ha soddisfatto anche nel prezzo (14,5 dinari a testa).
Km. 129 - Da casa: 6.247

23/01/05
Anche oggi è una bella giornata, visitiamo la Medina, molto pittoresca, e poi ci spostiamo verso Nebul-Korba-Kelibia. Fatto il pieno (21,5 dinari)…e siamo già a Nebul, circondata da campi fioriti di gelsomini. In questa piccola cittadina c’è un fiorente artigianato di stuoie e terrecotte.
Entriamo nella Medina, facciamo acquisti e poi parcheggiamo in un bel piazzale sul mare. Arrivano dei furgoncini, uomini e donne scaricano pelli di pecora e montone e…vanno a lavarli direttamente in mare….la cosa dura almeno per un paio d’ore e quando escono, possiamo vedere che  mani e piedi hanno un colore violaceo….l’acqua è gelata!
Dopo pranzo ci spostiamo a Kelibia, famosa per la pesca delle sardine, degli sgombri e delle acciughe,ma anche per i vini moscati. La domina una splendida fortezza bizantina del VI secolo che, con il suo colore giallo-ocra e le sue alte merlature, ricorda i castelli della Castiglia.
Ci fermiamo in un enorme piazzale, quasi sul mare, dove c’è anche un bel ristorante. Chiediamo se ci sono problemi per la sosta notturna e…..se vogliamo ci danno la luce, l’acqua per i mezzi, l’uso dei loro servizi, e la garanzia di un guardiano notturno per la notte… il tutto “gratis!” E’ ovvio che, ringraziamo: non useremo i servizi, non necessita la luce, faremo sì l’acqua ai mezzi e….questa sera saremo lì a cena, poiché siamo sempre alla ricerca di cose buone e diverse!
Corrado e Zelia non vengono…peccato… ci ritroveremo poi nel loro camper per il caffè e li faremo scoppiare d’invidia,  giacché abbiamo mangiato benissimo e con poca spesa!
Km. 84 - Da casa: 6.331

24/01/05
Con due mezzi si va a visitare la Fortezza che si staglia netta su una collina…sembra proprio un Alcazar! Come solito è più bello fuori che dentro, ma ne valeva sicuramente la pena. Noi donne, decidiamo di rientrare a piedi attraverso le rocce a picco sul mare……anche Robby viene con noi e….sembrava in realtà più vicino, ma è una bellissima camminata: un po’ sulle rocce, un po’ sulla spiaggia e raccogliamo anche diverse piante grasse da portare a casa.
Al ns. ritorno, i maschietti hanno posizionato i camper in circolo per ripararci un po’ dal vento, che se anche non forte, come al solito c’è. Tavoli e sedie………non si finisce più di mangiare!
Nel pomeriggio ci spostiamo a Kerkouane per vedere degli scavi archeologici………..capperi, hanno già chiuso…peccato!  Proseguiamo quindi per Capo Bon dove troviamo un bellissimo parcheggio. Ok, sosta per la notte.
Km. 42 - Da casa: 6.373

25/01/05
Ha piovuto tutta la notte e quindi non possiamo visitare le grotte che sono proprio a livello del mare. Aripeccato! Ci spostiamo quindi verso Korbus: piove ancora ed è anche freddo, comunque parcheggiamo e facciamo un giretto, ma non troviamo i soffioni d’acqua calda decantati dalla ns. guida….probabilmente sono stati tutti convogliati nel grande stabilimento termale dove si curano reni,fegato e reumatismi. Ci invitano ad entrare, decliniamo l’invito e proseguiamo per Sidi Bud Said dove troviamo un ottimo parcheggio a pagamento ( 3 dinari a camper). Facciamo un giretto per il paese che è molto caratteristico (anche questo noi l’avevamo già visitato, ma lo rivediamo volentieri) Non piove più ma è abbastanza freddo!
Sidi Bou Said è un delizioso e pittoresco villaggio, arroccato sulla sommità di una collina protesa sul mare; le case bianche tinteggiate a calce, con porte e finestre rigorosamente azzurro mare, i balconi fioriti protetti da grate in ferro battuto. Giardini lussureggianti. Viuzze strette e ripide con scorci bellissimi su un mare incantevole. Insomma, una piccola Portofino o meglio ancora Saint Tropez. Sul punto più alto sorge un bel marabut (tomba di un uomo santo che combattè in nome della religione).

Km. 162 - Da casa: 6.535

26/01/05 - Ore 9:00, giorno così così con ancora vento (e ti pareva??!!) Ci dirigiamo verso Cartagine…i reperti sono sparsi molto distanti uno dall’altro…piove, anzi nevischia…riunione: andiamo direttamente verso la Goulette e poi andremo a Tunisi a visitare il museo del Bardo.
In un momento ci siamo, troviamo un parcheggio quasi in centro (a pagamento e custodito). Prendiamo un taxi ed andiamo direttamente a visitare questo Museo tanto decantato. In effetti è magnifico, zeppo di mosaici incantevoli… Bello, bello!Da notare che l’ingresso al museo costa 4,2 dinari a persona……il taxi che ha fatto un lungo giro….2,50 dinari!
Ritorniamo verso sera in centro ed all’improvviso nella centralissima via alberata (Boulevard 7 novembre), milioni di uccelli oscurano il cielo, sembrano impazziti, uno stridio incessante… stormi che si intrecciano e formano bellissime figure geometriche… lasciando cadere anche tante… cacche!
Noi siamo al coperto, ma le panchine, la strada e quant’altro è ricoperto dei loro liquami… comunque è uno spettacolo incredibile…..stanno cercando un posto sopra agli alberi per la notte e fino a quando non si saranno sistemati tutti ci sarà questo tourbillon! C’è tanta gente per strada, ma nessuno sembra farci caso…è evidente che è la stessa storia tutte le sere.
Noi comunque andiamo al ristorante che ci aveva consigliato Giovanni (Bolerò). Forse abbiamo sbagliato menù, ma non abbiamo mangiato benissimo…comunque domani è il ns. ultimo giorno in terra tunisina e quasi sicuramente non ritorneremo più.
Km. 20 - Da casa: 6.555

27/01/05
Questa sera alle 22 ci imbarcheremo…andiamo quindi a fare un giretto dentro la Medina…rientriamo alle 12,30 carichi di pacchetti e pacchettini….ancora souvenir, ma di ottima fattura.
Pranziamo e poi pochissima strada per arrivare alla Goulette (Porto di Tunisi). Espletiamo le varie formalità, ci annoiamo fino alle 18 poi, ci si imbarca.
Km. 16 - Da casa 6.571

28/01/05
La nave è partita in orario. Traversata ottima. Verso la Sardegna ha nevicato, ma il mare è rimasto tranquillo e finalmente alle 22 siamo entrati in porto a Genova.
Ne usciamo alle 23:20… Roberto e Giovanna, Robby andranno verso il Tirreno, noi tre verso Bologna. Ma poco dopo Ovada sosta per la notte.
Km. 72 - Da casa: 6.643

29/01/05
Corrado è già ripartito….ha timore di incontrare neve sull’Adriatica…Sergio verrà a Bologna con noi perché si fermerà a casa di Giovanni. Facciamo colazione…6 gradi… dopo qualche chilometro Sergio si ferma a fare il pieno, la prenderà comoda, ci salutiamo e andiamo diretti a casa.
Capperi, anche questo viaggio è già finito.
Km. 6.883

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Considerazioni: il viaggio non è stato particolarmente costoso anche in virtù del basso costo del gasolio sia in Algeria che in Tunisia. Il popolo algerino è molto cordiale, sorridente e disponibile.

Le donne, pur essendo rigorosamente velate, ci guardavano con curiosità, ma hanno sempre espresso parole di benvenuto ed elargito saluti. I bambini ci salutavano festosi, ma non ci hanno mai importunato con richieste di bon bon o altro. Quando noi abbiamo regalato qualche cosa (penne biro,cappellini, magliette o caramelle) ci hanno sempre ringraziato con molta educazione.

Il Paese comunque ha connotati di estrema povertà, anche se su molte case fatte di fango, sono installate grandi parabole. La Polizia è onnipresente, ma disponibile per ogni richiesta. Abbiamo avuto modo di costatare che alcuni funzionari, possono anche essere ”maneggiati” (se non proprio corrotti) anche con una bottiglia di vino. I liquori sono vietatissimi, ma evidentemente non tutti osservano il Corano……

La Tunisia, in linea di massima, è un Paese molto più evoluto (in virtù del sempre crescente turismo),ma, escluse le grandi città o i paesi sulla costa, la sporcizia regna sovrana. Moltissimi parlano italiano e sono venditori insistenti e asfissianti.  I bambini sono sicuramente più audaci ed invadenti…Le donne, meno velate, ma anche meno disponibili ai sorrisi.

E’ comunque un magnifico paese da visitare con calma in quanto ha luoghi veramente belli ed interessanti, ed inoltre dispone di un deserto e di un mare entrambi eccezionali.
Sia in Algeria che in Tunisia i campeggi sono pochi, non molto ben attrezzati e sopra tutto con i servizi quasi impraticabili.

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Il viaggio mi è piaciuto? Sì,sì,ancora sì…l’importante,secondo me, è partire con compagni di viaggio giusti, con il giusto spirito e un poco di adattamento. Ogni viaggio ha una sua storia, un suo evolversi ed un suo epilogo. A casa poi, ripensando ai trascorsi, si capisce meglio quanto ogni viaggio ci ha arricchito sia intellettualmente che moralmente.

 

Alla prossima,dunque!
Olivotto Vittoria